R E G O L E    D E L L A   S C U O L A

Titolo I - Il Saluto (Ching Li)

Quando si entra nel kwoon e quando si esce per qualsiasi ragione, l'etichetta prevede che si saluti (se presenti) il maestro ed il kwoon stesso con un breve inchino stando in piedi con le braccia lungo i fianchi, punte e talloni uniti. Nel caso in cui il Sifu non fosse presente, ci si deve rivolgere a colui che in quel momento è il più alto in grado, il quale svolgerà le veci del maestro fino al suo ritorno.

Bisogna onorare e rispettare la ritualità del Saluto (Ching Li = rispetto e riverenza). il Saluto segna l'inizio e la fine di ogni seduta di allenamento ed è estremamente importante per diversi motivi: - serve ad abbandonare i pensieri quotidiani per lasciare il mondo fuori dal kwoon e potersi concentrare nella pratica; - serve ad annullare idealmente, all'interno del kwoon, ogni differenza di professione, di ceto sociale, di razza, di religione o di ideologia politica, per favorire all'interno dei praticanti l'instaurazione di quel rapporto di familiarità che fa parte della tradizione della Disciplina Marziale; - serve per aumentare il senso di coesione interno, in quanto rappresenta il legame con il Sifu ed i praticanti del passato e del presente. 

Al comando del Sifu, ci si dispone in fila per il saluto rivolti verso di lui. I praticanti si dispongono  in ordine decrescente di grado partendo dalla propria destra. A parità di grado ha preferenza l'anzianità di cintura, a parità di anzianità di cintura ha preferenza l'anzianità anagrafica. Nel caso in cui non si indossi la cintura per dimenticanza, si lascerà il posto a chi ce l'ha (anche se il grado è inferiore al proprio) rispettando sempre i criteri di cui sopra.

La posizione delle mani: la destra, chiusa a pugno, è avvolta dalla sinistra per significare che la forza deve essere contenuta e controllata;

La posizione delle braccia: le braccia formano un cerchio per significare l’unità di coloro che praticano le arti marziali;

Durante il saluto iniziale, il Sifu recita: “Tong Xie Men Hao”, traducibile con “allievi ciao”. (Xie Men = Allievi) (Tong = compagno, nel senso che le arti marziali accomunano tutti i praticanti).  Il saluto finale del Sifu è:“Tong Xie Men Zhaijien”: “allievi arrivederci”. Al saluto iniziale del SiFu gli allievi rispondono: “Lao-xie hao”, “maestro ciao”, al saluto finale: “Lao-Xie Zhaijien”, “maestro arrivederci”.

Se si arriva in ritardo all'allenamento, ci si mette ai bordi del tappeto rivolti verso il maestro e si attende il suo permesso per salire, a quel punto si esegue il saluto tradizionale e si entra.

Se si deve abbandonare l'allenamento prima del termine, si chiede il permesso al Sifu e poi, passando dietro a tutti, e mai davanti, ci si porta verso l'uscita, a quel punto si esegue il saluto tradizionale e si esce.

Titolo II - Kwoon, abbigliamento ed allenamento

Prima di salire sul kwoon è necessario accertarsi di non avere indosso anelli, catenine e altri oggetti ornamentali. Durante la pratica si deve indossare solo l'abbigliamento suggerito dal Sifu; proibito  indossare fuseau, magliette con scritte vistose;  non masticare gomme americane; le donne dovranno evitare di essere truccate in modo vistoso e non potranno portare il rossetto.
Onde evitare di recare danno a se stessi e agli altri mantenere le unghie di piedi e mani sempre corte.


Rispettare scrupolosamente gli orari di inizio delle lezioni: la mancanza di puntualità è mancanza di rispetto verso il Sifu e verso i propri compagni di pratica. I ritardatari prima di entrare nel kwoon, dopo avere indossato il Tai Do devono attendere l'autorizzazione ad inserirsi nella lezione. Nello specifico, il termine per presentarsi al kwoon è di 10 minuti entro l'ora stabilita per l'inizio della lezione. Es. Inizio ore 21e30 , presentarsi entro le 21e20. Ogni 5 minuti di ritardo equivalgono a 10 piegamenti. Piegamenti verranno eseguiti anche da chi senza giustificato motivo pur essendo arrivato in orario, sale a saluto effettuato.
Il tutto rimane valido anche se nell'ora precedente la sala fosse occupata da terzi.

E' obbligatorio praticare con la cintura del proprio grado di appartenenza. Bisogna indossare l'uniforme di scuola o almeno la relativa maglietta. La cintura sotto autorizzazione del Sifu, può essere tolta solo durante la pratica del combattimento sportivo.

Durante il lavoro a coppie mantenere un atteggiamento dignitoso.

Quando vi è domandato di muovervi verso un preciso punto del kwoon, muovetevi sempre il più velocemente possibile.

Non bisogna  mai praticare il combattimento senza che sia presente un istruttore autorizzato. 

Non lasciate mai il vostro posto senza il permesso dell’insegnante. Mai camminare in mezzo ad una coppia che si sta esercitando.

Chiedere sempre l'autorizzazione al Sifu quando si compiono azioni legate al vestiario (cambio della giacca, riassetto della cintura, etc.)

Non è consentito insegnare Tao Lu (non solo durante la lezione) ai propri compagni di pratica senza l'espressa autorizzazione del Sifu.

In attesa del vostro turno di lavoro, nel rispetto di chi sta praticando, evitare di parlare e prepararsi osservando gli altri praticare. Prima e dopo la pratica di una tecnica, rivolgersi al compagno con il saluto.


Titolo III - Sifu

Il Sifu è il maestro della scuola. E' lui l'unico riferimento tecnico e ne determina l'orientamento coordinando l'attività degli istruttori.

Ogni malattia o in genere malessere psicofisico, deve essere resa nota al maestro, o a chi per esso conduce la lezione, prima dell'inizio della lezione stessa. Nel caso ciò non avvenga, il praticante si assume ogni responsabilità per eventuali malori o danni sopraggiunti durante o dopo la pratica.

Portare sempre il  massimo rispetto al Sifu e ai compagni di pratica; portare rispetto vuol dire che: - bisogna esercitarsi sempre con umiltà, con costanza, con il massimo impegno fisico e la più assoluta attenzione mentale; l'attenzione mentale ci permette di imparare ad ascoltare il proprio corpo: se ci facciamo male da soli durante la pratica, significa che  abbiamo mancato di ascoltarci; la conoscenza del corpo è essenziale nella pratica marziale perché segna l'inizio e il fondamento della conoscenza dell'essere; si devono porre domande in maniera ordinata ed aspettando il proprio turno; inoltre bisogna assolutamente evitare di assumere atteggiamenti che risulterebbero irriverenti durante la pratica; - bisogna curare, all'interno e all'esterno del kwoon, la massima igiene personale.

Il Sifu considera i propri allievi come dei figli e questi ultimi devono sentirsi legati tra loro, appunto, da un sentimento di fratellanza che li accompagnerà per sempre lungo il loro cammino marziale. Questo significa che tra istruttori ed allievi deve esserci sempre sincerità e trasparenza. Qualsiasi tipo di disagio e problematica deve essere reso noto al Sifu che si impegna a far di tutto per mantere un clima di serenità al Kwoon

Il Sifu non deve essere considerato esclusivamente come un tecnico. Il suo ruolo continua anche al di fuori del Kwoon. Deve aiutare i suoi allievi quando questi si trovino in difficoltà e non esiterà a dare consigli di ogni sorta. I figli potranno sempre contare sul loro padre (Sifu) ed allo stesso modo sui loro fratelli (praticanti). Si tratta. dunque,  di un compito di grande responsabilità ed è per questo che va rispettato.

Titolo IV - Punizioni

Nel momento in cui un praticante commette una violazione alle regole della scuola, il Sifu ha facoltà di sanzionarlo con una punizione. Questa, a seconda della gravità, potrà consistere in: una serie di piegamenti, l'esclusione dalla lezione fino all'espulsione dalla Scuola. La decisione del Sifu è insindacabile.

Quando nel Kwoon è presente il Sifu, solo lui può sancire una punizione di livello elevato (esclusione dalla lezione, espulsione dalla scuola). Mentre  le punizioni minori (piegamenti) possono essere disposte anche dalle cinture nere presenti.

In caso di assenza del Sifu, colui che detiene il grado più elevato, può sancire tutte le punizioni fatta eccezione per l'espulsione dalla Scuola.

Le punizioni hanno uno scopo meramente didattico e formativo. Quindi il praticante che le riceve non deve sentirsi sotto accusa, ma semplicemente invitato a fare meglio accettando con maturità la decisione del Sifu che agisce sempre nell'interesse dell'allievo stesso e della Scuola.

Titolo V - Etica Marziale

La condotta morale va curata. Il Kung Fu non ha per scopo la violenza, bensì quello di proteggere e salvaguardare la vita. Se crediamo che lo scopo del Kung Fu sia la violenza, viene meno uno dei principi cardine della Disciplina Marziale; non si devono mai usare le tecniche apprese per fare sfoggio di abilità né tanto meno per maltrattare gli altri. Usare il Kung Fu solo se necessario per difendere se stessi, i propri cari o persone in reale difficoltà, ricordandosi, comunque, che può esserci sempre una strada per evitare uno scontro. Non bisogna essere bellicosi, vanagloriosi, superbi, avidi ed aggressivi. Non bisogna insegnare l’arte del combattimento a soggetti non adatti. Affinché essa non produca danno, deve essere trasmessa unicamente a persone che dimostrino serenità mentale ed equilibrato uso della forza.

Il Kung Fu ci pone fin da subito di fronte ai nostri limiti. L'obbiettivo non è quello di competere con gli altri, ma contro noi stessi cercando di migliorarsi sempre di più; nel fisico, nella salute, nella tecnica e nel rapporto con gli altri.

Portare sempre con sé, anche e soprattutto al di fuori dal kwoon, l'impegno ad agire lealmente e correttamente verso il nostro prossimo in ogni azione della nostra vita. Il Kung Fu è una strada di crescita che deve essere fonte di miglioramento dei rapporti esterni (controllo,  rispetto, lealtà) e di quelli interni (conoscenza di sé, del proprio corpo, delle proprie passioni, del proprio spirito).

Il Caposcuola

Sifu Alfonso Grassi